Tour de France 2026, Tadej Pogačar ancora in trionfo e fa poker a Le Markstein – 2° Isaac Del Toro, 3° Paul Seixas

Un altro assolo, un altro trionfo di Tadej Pogačar al Tour de France 2026. Il campione del mondo ha dettato nuovamente legge in salita, andando a staccare tutti in modo netto sull’ultimo GPM di giornata, il Col du Haag, attaccando a 1,5 km dallo scollinamento e lanciandosi poi a tutta negli ultimi chilometri in falsopiano verso un altro successo in solitaria. Alle sue spalle a 38” arriva Isaac Del Toro per la doppietta della UAE Team Emirates – XRG, seguito a ruota da Paul Seixas (Decathlon CMA CGM). Più staccato invece Jonas Vingegaard (Visma|Lease a Bike), che termina a 44”

Poco dopo chiudono anche gli altri big, nell’ordine Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe), Juan Ayuso (Lidl-Trek) e Florian Lipowit (Red Bull-BORA-hansgrohe). Nella top10 di giornata trovano spazio anche gli attaccanti Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) e Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), che hanno dato il tutto per tutto per provare a resistere al rientro dell grupetto dei migliori, ma si sono dovuti arrendere negli ultimi chilometri della salita. In classifica generale Pogačar rafforza quindi ulteriormente la Maglia Gialla e ora ha 4’30” di vantaggio su Vingegaard, mentre terzo virtuale è Evenepoel a 5’04”.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Prima di dare spazio agli scalatori, anche oggi c’è spazio per i velocisti che si danno battaglia per conquistare il TV di Wattwiller, bloccando la corsa. A prendere il massimo dei punti a disposizione è Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech), che sfreccia davanti a Mads Pedersen (Lidl-Trek), chiarendo dunque di non essersi ancora arreso nella battaglia per la Maglia Verde. Subito dopo la strada inizia a salire e comincia la bagarre per la fuga, con subito Antonio Tiberi (Bahrain Victorious) molto attivo, così come si vedono da subito gettarsi nella mischia i vari Bruno Armirail (Team Visma | Lease a Bike), Richard Carapaz (EF Education – EasyPost) e Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), che finiranno tutti per far parte della maxi-fuga che si forma al comando dopo una lunga serie di tentativi, scatti e controscatti.

A comporre questo tentativo che si va formando con il passare dei chilometri sono dunque Bruno Armirail (Team Visma | Lease a Bike), Victor Campenaerts (Team Visma | Lease a Bike), Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike), Mattia Cattaneo (Red Bull – BORA – hansgrohe), Jan Tratnik (Red Bull – BORA – hansgrohe), Quinn Simmons (Lidl-Trek), Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), Ben Healy (EF Education-EasyPost), Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), Aurélien Paret-Peintre (Decathlon CMA CGM Team), Simone Velasco (XDS Astana Team), Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), Egan Bernal (Netcompany INEOS), Thymen Arensman (Netcompany INEOS), Tobias Foss (Netcompany INEOS), Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS), Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Anders Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Pablo Castrillo (Movistar Team), Raúl García Pierna (Movistar Team), Einer Rubio (Movistar Team), Lars Craps (Lotto-Intermarché), Tom Pidcock (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team), Damien Howson (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team), Ewen Costiou (Groupama-FDJ United), Guillaume Martin (Groupama-FDJ United), Marc Hirschi (Tudor Pro Cycling Team) e Sebastian Berwick (Caja Rural-Seguros RGA), mentre non riescono a restare davanti uomini come Marco Frigo (NSN Pro Cycling), Quentin Pacher (Groupama-FDJ United) e Sergio Higuita (XDS Astana).

Dietro di loro comunque la UAE Team Emirates XRG non lascia mai troppo spazio, complice ovviamente la presenza di un corridore come Tom Pidcock, quarto nella generale, ma soprattutto la voglia di Tadej Pogacar di vincere la tappa. A fare una andatura costante è così Nils Politt, mentre in testa si fa fatica a trovare una intesa, malgrado la presenza numerosa di alcune squadre. Pablo Castrillo (Movistar) e Ben Healy (EF Education – EasyPost) provano così ad allungare, guadagnando rapidamente una dozzina di secondi, prima di essere ripresi dal ritmo dei Netcompany Ineos, soprattutto, prima che la EF Education – EasyPost salga in cattedra una volta tornati assieme, costringendo alcuni corridori come Guillaume Martin, Ewen Costiou e Simone Velasco a perdere contatto. Al GPM i battistrada hanno così un margine di 1’15” sul gruppo, con Paret-Peintre e Carapaz che si danno battaglia, prima di rilanciare l’azione.

Dietro di loro provano a inseguire Anders Johannessen (Uno-X Mobility) e Tobias Johannessen (Uno-X Mobility), ai quali si accoda Ben Healy (EF Education – EasyPost), che vengono così aspettati per formare un quintetto ben affiatato. Dietro Movistar e Netcompany corrono così ai ripari, lanciando in discesa Thymen Arensman (Netcompany INEOS), Pablo Castrillo (Movistar Team) ed Einer Rubio (Movistar Team), costringendo così gli altri a tirare. Ad occuparsene sono Bruno Armirail (Team Visma | Lease a Bike), Michael Storer (Tudor Pro Cycling) e Damien Howson (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling), ma rapidamente il gruppo di inseguitori perde oltre un minuto, mentre il gruppo Maglia Gialla si trova a due minuti all’ingresso nei cento chilometri finali.

Nel corso della discesa verso il Col du Page, i battistrada guadagnano su tutti, soprattutto sul gruppo di Pidcock, che finisce così per abbordare la salita con appena 30 secondi di vantaggio sul gruppo. Armirail decide tuttavia di alzare nuovamente il ritmo, respingendo così il ritorno della Maglia Gialla e degli altri big, mentre davanti a loro Arensman deve fermarsi per una foratura, lasciando la coppia Movistar proseguire assieme fino al momento in cui Rubio decide di partire solo per ricongiungersi con la testa della corsa. Il neerlandese invece perde sfortunatamente l’attimo, spendendo troppo nel tentativo di rientrare, finendo così per essere respinto nelle fasi finali della salita, scollinando con 40 secondi che non riuscirà mai a colmare. Il gruppetto di Pidcock termina invece l’ascesa a 1’50”, ma la UAE Team Emirates XRG ha rallentato e scollina a 3’10” dalla testa della corsa.

Il ritmo cambia tuttavia già nella discesa seguente, con il gruppo che si spezza, costringendo un ancora una volta provvidenziale Mads Pedersen (Lidl-Trek) a lavorare per chiudere al servizio dei suoi capitani, oltre che incidentalmente del suo connazionale in maglia a pois, altra vittima del frazionamento. Ai piedi del Ballon d’Alsace il distacco del gruppo Maglia Gialla scende a 2’30”, con ormai quel che resta del gruppo di Pidcock a poco più di 30 secondi, finendo così per andarli a riprendere poco dopo lo scollinamento, dove giungono con un ritardo di ormai appena due minuti dai battistrada. A fare gran parte del lavoro in questa fase è Felix Großschartner, che provoca un nuovo frazionamento in gruppo, con stavolta Lenny Martinez (Bahrain Victorious) ed Egan Bernal (Netcompany Ineos) rimasti fuori, ma subito arriva l’intervento dei rispettivi gregari, ovvero Damiano Caruso, Antonio Tiberi, Thymen Arensman e Tobias Foss, che permettono di chiudere rapidamente, assieme a Marc Hirschi, al servizio di Yannis Voisard.

Si arriva così rapidamente ai piedi dell’atteso Col du Haag, dove a prendere in mano la situazione sono prima gli uomini della Decathlon CMA CGM, poi quelli della Visma | Lease a Bike, in particolare con Sepp Kuss, che imprime un ritmo che decima quel che resta del gruppo, mandando in difficoltà anche Tom Pidcock ed Egan Bernal, chiaramente provati dalla fuga precedente. I quattro battistrada rimasti, Carapaz, Paret-Peintre e Rubio, vedono così scendere notevolmente quel 1’15” che avevano ai piedi della salita. Carapaz e Johannessen provano dunque a rilanciare, con l’ecuadoriano che riesce a restare da solo, pur con un vantaggio esiguo sul norvegese, ma ormai dietro la bagarre è iniziata.

Esaurito il lavoro del compagno, Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) decide di alzare il ritmo in prima persona e con lui restano solamente Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG), Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG), Florian Lipowitz (Red Bull – BORA – hansgrohe), Juan Ayuso (Lidl-Trek), Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) e Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe), ma quest’ultimo deve cedere il passo, così come appare in difficoltà il giovane messicano, che costantemente deve chiudere il buco che si forma davanti a sé.

I due ultimi attaccanti vengono così ripresi poco prima degli ultimi due chilometri di salita, che si trasformano nel terreno di caccia della Maglia Gialla. Tadej Pogacare parte infatti dove le pendenze si fanno più dure e anche se inizialmente non sembra fare grande differenza, resta comunque da solo e in progressione comincia a distanziare Jonas Vingegaard, che dal canto suo sale del suo passo, provando poi a forzare attorno all’ultimo chilometro. Il danese riesce così ad avvicinarsi, tallonato da Paul Seixas, ma nelle fasi finali della salita fatica e concede di nuovo spazio allo sloveno, tanto che viene ripreso dal francese e, nelle prime fasi della discesa, anche da Del Toro, abile a gestirsi.

Passati al GPM con un ritardo di quasi venti secondi, questi tre uomini non possono tuttavia nulla contro Pogacar, che si invola così al traguardo guadagnando ulteriore terreno, fino a chiudere con 38 secondi di vantaggio sul compagno, capace in volata di regolare Seixas, con Vingegaard poco dietro. Pochi secondi dietro chiude anche Remco Evenepoel, abile a sfruttare al meglio il finale per far valere le sue doti di passista, trascinando con sé Ayuso e Lipowitz, che aveva ripreso nel finale della salita.

Risultato e Classifiche Tappa 14 Tour de France 2026

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